TORINO INFORMA

Torino la capitale del Piemonte – Piedmont Experience ® 


Italia Nostra Sezione di Torino
via Massena 71,10128 Torino
torino@italianostra.org , www.italianostra.to.it ,
Notizie Italia Nostra-Torino settembre 2026




Cari Soci e cari simpatizzanti per Italia Nostra,
qualche notizia sulle nostre attività e su fatti rilevanti per i nostri interessi
comuni.


Purtroppo, ma come avevamo abbastanza previsto, la proposta di Delibera di Iniziativa Popolare per la modifica dell'art.45 del Regolamento del Verde Pubblico del Comune di Torino di cui eravamo stati fra i principali promotori è stata votata in una forma che praticamente elimina la richiesta fondamentale,
che divenisse impossibile praticare il “rinnovo” di un'alberata, cioè la totale sostituzione di tutti gli alberi di un viale compresi quelli in buone condizioni e non a rischio di schianto con piante giovani.

E' prevalso nel Consiglio Comunale, ovvero sostanzialmente nei vertici del Comune, il proposito di non circoscrivere l'ambito decisionale del Servizio del Verde Pubblico, non respingendo, come sarebbe stato possibile, la proposta di modifica, ma privandola dell'elemento sostanziale, e cercando di creare
l'impressione che con la formula approvata si sia raggiunto un ragionevole compromesso, cosa che, purtroppo, non è.
Ad ogni modo questa lunga battaglia per veicolare un'idea di salvaguardia del verde, che ci sembra condivisa dalla maggior parte dei cittadini, non è sta inutile. Latente da tempo, si è animata da alcuni anni per il sorgere di comitati spontanei, con notevole impegno e possiamo ben dire sacrificio personale di un gruppo di cittadini, e ha dato luogo, ad opera del Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni ambientaliste per la tutela e la progettazione del Verde, di cui fanno parte le associazioni ambientaliste storiche di Torino, fra le quali Italia Nostra, e vari comitati attivi sulle problematiche del verde, alla Proposta di delibera di Iniziativa Popolare, che ha raccolto duemilacinquecento firme.
Così, nonostante il relativo stallo della nostra Proposta, possiamo dire che qualcosa si muove nella consapevolezza o se vogliamo nella preoccupazione dei nostri vertici comunali.
Parte della stessa Delibera come approvata è l'annuncio della costituzione di un Tavolo per la revisione del Regolamento del Verde Pubblico di Torino. A parte i tempi prevedibilmente lunghi per lo snodarsi di questo iter, è in quella sede che ci sono speranze di miglioramenti, soprattutto se parallelamente si riuscirà a espandere nella cittadinanza la consapevolezza sul tema, e va detto anche che i Consiglieri Comunali, certo impegnati da mille sollecitazioni relative ai loro compiti, durante il lungo iter dell'approvazione della Delibera, salvo alcuni casi hanno mostrato importanti carenze di approfondimento.

Alleghiamo il testo originario della Proposta e il testo della Delibera come approvata, lungo in quanto preceduto da una sottolineatura dei prevalenti meriti dell'art. 45 precedente, e quindi di una moderata necessità di modificarlo.
Riguardo al futuro urbanistico di Torino è stato prodotto il progetto di Piano Regolatore Generale, per cui erano presentabili osservazioni entro il 22 maggio, a cui come Italia Nostra-Torino abbiamo concorso, ma caratterizzato da una struttura così singolare e opinabile, nonché da un enorme massa di allegati, in tutto circa milleseicento pagine, che ha reso praticamente impossibili controvalutazioni
capillari.
Di nuovo e inquietante è l'abbandono di una definizione precisa di quanto e come edificabile nei vari spazi, a favore di un meccanismo di contrattazione del Comune col privato, sia imprenditore sia possessore di aree edificate o edificabili in base al precedente PRG ma non edificate.
Il Comune consentirebbe il trasferimento di capacità edificatoria da aree periferiche non edificate sommandole alla capacità edificatoria di aree edificate o edificabili ritenute suscettibili di intensificazione edilizia a vantaggio della città, con una trattativa in cui il possessore dell'area periferica dovrebbe cederla al Comune e trasformarla in area verde o sede di funzionalità ecologica. Mentre sarebbe privata la trattativa fra il possessore dell'area oggetto di atterraggio e chi fosse interessato a
concorrere all'edificazione valendosi delle cubature scaturenti dallo scambio suddetto col Comune.
Il tutto comunque oggetto di valutazione caso per caso da parte del Comune, senza possibiltà per la cittadinanza di presentare osservazioni come invece è previsto per una Variante Urbanistica.
A parte questo, sempre con scelte non sindacabili del Comune, comparirebbe una illimitata possibilità di cambi di destinazione d'uso.
Sembrerebbe chiaro come tutto ciò contrasti con l'attuale normativa urbanistica regionale e nazionale, ma Sindaco e Assessore all'Urbanistica affermano che consentirà elasticità decisionale indispensabile per promuovere l'attività economica.
Certo manca una progettazione definita di collocazioni per un migliorato verde urbano, e sembrano minacciate in quanto ritenute adatte ad edificazione aree centrali ora libere che certo a nuovo verde si presterebbero.
C'è comunque la buona notizia che si salverà il giardino Artiglieri da Montagna all'angolo corso Vittorio/via Borsellino, che era destinato a far posto a un centro commerciale, e di cui vi avevamo riferito nel corso degli ultimi anni. Ciò certamente in rapporto con le vivaci proteste che si erano addensate, e ora almeno apparentemente garantito dalla rinuncia di Esselunga in cambio del trasferimento della cubatura edificabile nella parte restante del lotto acquisito, dove sorgevano
Westinghouse e Nebiolo.
Per i prossimi mesi saremo impegnati per diffondere la conoscenza e sensibilizzare la cittadinanza sull'importanza di non vendere lo Storico Palazzo di Giustizia di via Corte d'Appello, la Curia Maxima, e di farne sede di un Museo di Torino, e/o di Torino e del Piemonte, istituzione che gioverebbe certo non solo alla conoscenza della storia della città e della regione, non solo a beneficio dei cittadini,
ma molto anche dei visitatori, verosimilmente stimolati da una vicenda così densa di
fatti importanti.
E come ci sforziamo di dire, allestire un tale museo non comporterebbe investimenti importanti, perché l'attuale assetto strutturale e di manutenzione è valido e la distribuzione degli spazi consentirebbe di utilizzarli senza alterazioni importanti, salvo le esigenze di impianti e di sicurezza per la frequentazione pubblica.
Una volta ribadita la proprietà pubblica, e decisa la destinazione museale di almeno una parte importante dell'edificio, si potrebbe riflettere senza fretta a come farne una vera fonte di conoscenza, con materiali essenzialmente iconografici, in permanenza riproduzioni di quadri che abbiano testimoniato la storia e anche la vita sociale di Torino, e con grandi schermi esibendo a rotazione un ampio materiale documentario includente riprese del passato, films di soggetto locale e certo molto
altro, ma anche naturalmente con graduale apporto di oggetti significativi che potrebbero pervenire sia da riserve di altri musei cittadini, sia da donazioni, che diverrebbero più probabili man mano che l'importanza del museo apparisse sempre più evidente.
Accolta che fosse in linea di principio questa idea, sarebbe importante, per renderla realizzabile in tempi non interminabili e con spese affrontabili, che si eclissasse l'abituale forte tendenza ad andare alla ricerca dell'”archistar”, non solo per evitarne gli emolumenti, ma soprattutto perché un museo in questo edificio, con possibilità di allestimenti estremamente varie utilizzando gli spazi attuali, si presta ad
una evoluzione progettuale meditata e corale.
Che fosse frutto di un'afflusso di idee e di apporti culturali assolutamente molteplice, trattandosi di rappresentare secoli di infinite vicende storiche e culturali, in cui a parte un'immaginabile conflittualità di ipotesi, non solo ci sarebbe “posto per molte cose”, ma grande possibilità di rivedere scelte, naturalmente molto in relazione alle risposte sia del pubblico generale, sia di ambiti culturali competenti.
Torniamo a ricordare, come sempre in questo notiziario, i problemi che deve affrontare Italia Nostra-Torino per lavorare sulla sua missione di “avvocata dei beni culturali”, e anche “avvocata della qualità dei beni ambientali e della qualità di vita”. E a rivolgere a tutti, ai Soci e a chi simpatizza per le nostra opera, un invito ad aiutarci.
La nostra opera, che allo stato è una imbarazzante frazione di quello che sarebbe necessario.
E' molto ridotta la nostra possibilità di diffondere notizie, proposte, e allarmi, soprattutto quando ci troviamo a confrontarci criticamente con progetti dell'Amministrazione, con i giornali cittadini di grande diffusione che sembrano mediocremente propensi a dare rappresentazione di posizioni diverse.
Certamente ci penalizza il numero limitatissimo di noi soci attivi, i membri del Direttivo e pochi altri, tutti gravati anche da varie difficoltà personali, nell'esplorare l'ampio arco di situazioni che meriterebbero attenzione, nell'applicare studio adeguato, nel creare e mantenere contatti utili col mondo della conoscenza, col mondo dei bisogni, e interlocuzione costruttiva con le autorità preposte alle varie
situazioni.
Avremmo certo molto bisogno di rinforzi per il nostro sparuto nucleo operativo, e di aiuto economico essenzialmente per poterci mantenere nella nostra sede, di cui sembra comunque che dovremo diminuire lo spazio occupato. Ma anche senza fornire fatica di supporto organizzativo o contributo economico, molto potrebbe giovare all'attività utile di Italia Nostra un buon incremento dicomunicazione, come afflusso di proposte e di segnalazioni, non solo dai nostri soci, ma da chiunque condivida i nostri obiettivi, senza bisogno di associarsi.
Ricordiamo che la nostra sede di via Massena possiede una biblioteca, di cui purtroppo per pregressi inconvenienti non abbiamo un catalogo per collocazione, ma cui gli interessati, anche non soci, possono accedere per consultazione in loco, previo contatto mail e successivo contatto telefonico per appuntamento.
Un cordiale saluto e augurio dal Direttivo di Italia Nostra-Torino
p. la Presidente e il Direttivo
Roberto Gnavi
(Vicepresidente)

P.S. La quota di iscrizione per anno solare, (di cui metà viene inviata alla Sede Centrale
di Italia Nostra a Roma), è di:
Socio Ordinario: euro 35,00 - quota triennale 90,00
Socio Familiare euro 20,00 - quota triennale 60,00
Socio Giovane
(inf.a 18 anni) euro 10,00 - quota triennale 25,00
Socio Ordinario Studente
(fino a 26 anni) euro 15,00 - quota triennale 40,00
Quanto versato al di sopra di tali quote è contributo interamente devoluto alla Sezione
di Torino, ovvero è anche possibile inviare un contributo di sostegno a Italia Nostra-Torino
senza associarsi. Il Regolamento della nostra Direzione Nazionale chiede peraltro che
venga indicato il Codice Fiscale di chi effettui una tale donazione, per la compilazione del
bilancio annuale dell'Associazione Nazionale, di cui ItaliaNostra-Torino è una Sezione.
E per rendere possibile il versamento anche a chi non avesse ricevuto il
notiziario cartaceo col bollettino di vers., il nostro cc postale:
Italia Nostra-Torino IT 43J07 60101000000023590102

Commenti

Post più popolari