TORINO: UN NUOVO APPELLO PER LE ALBERATURE

Lettera ai Consiglieri per votazione Delibera iniziativa popolare
su art.45 Regolamento Verde Pubblico
Gentili Consiglieri del Comune di Torino,
siamo quasi tutti dei primi dieci firmatari della Proposta di Delibera di Iniziativa Popolare n. 23102 “PROPOSTA DI SOSTITUZIONE DELL'ART. 45 DEL REGOLAMENTO DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO DELLA CITTA' DI TORINO N. 317”, proposta nata in seno al ‘Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni ambientaliste per la tutela e la progettazione del Verde’, di cui fanno parte le associazioni ambientaliste storiche della città di Torino e molti dei comitati attivi sulle problematiche del verde di specifiche aree della città.
Per tale Proposta che verosimilmente sarà votata lunedì 29 giugno, la Maggioranza ha avanzato emendamenti che di fatto la svuotano dell'elemento sostanziale, la non possibilità di effettuare il completo rinnovo di una alberata, di un viale, abbattendone e sostituendone tutti gli alberi compresi quelli non a rischio di schianto.
Tali emendamenti cancellano il nostro enunciato fondamentale “Non è ammissibile la sostituzione di un'intera alberata o di un tratto di essa se non in presenza di effettivo rischio di schianto di ogni albero della suddetta. Saranno abbattuti e sostituiti solo gli alberi in tale situazione.”
E modificano l'altro paragrafo che avevamo introdotto per escludere la possibilità di rinnovare completamente un'alberata in base a considerazioni economiche-organizzative, quali quelle a nostro parere presenti nel progetto per corso Belgio:
“In particolare non si dovrà procedere alla sostituzione di una intera alberata o di parte di essa sulla base di valutazioni di razionalità economica per l'attuazione dei lavori, stante l'importanza di mantenere con gli alberi non valutati a rischio di schianto un presidio di caratteristiche di qualità ambientale, presenza ornamentale, ombreggiatura, umidificazione e raffrescamento, assorbimento di CO2 con la massa foliare, assorbimento di inquinanti, capacità di assorbimento e rallentamento delle acque meteoriche (pioggia).
Nel caso in cui si evidenzi per rischi di schianto l'esigenza di sostituire numerose piante di un'alberata, le strategie da adottare sono le seguenti: ecc...”
L'emendamento che lo modifica-sostituisce recita invece:
“In via ordinaria non è prevista la sostituzione di una intera alberata o di parte di essa sulla base di valutazioni di razionalità economica per l'attuazione dei lavori, stante l'importanza ecc. Nel caso in cui si evidenzi l'esigenza di sostituzione di un'intera alberata, le strategie da adottare sono le seguenti: ”
Ma così non abbiamo alcuna garanzia, alcuna indicazione su cosa volta per volta possa essere inteso come “condizione non ordinaria, straordinaria”...
Gli emendamenti proposti riportano a titolo di introduzione ampie porzioni del testo originale dell'art. 45, fra le quali l'eloquente enunciazione del concetto a nostro parere non consistente sul piano logico, di deterioramento irreversibile di un'intera alberata, come se i destini biologici dei singoli alberi disseminati anche lungo varie centinaia di metri fossero assolutamente intrecciati:
“Tenuto conto delle considerazioni precedenti, si rende necessario programmare il rinnovo delle alberate in fase di irreversibile degrado o invecchiamento, situazione stabilita con le opportune verifiche attuate con le più moderne tecniche disponibili di controllo, al fine di valutare scientificamente il raggiungimento di fine ciclo vita delle piante in questione e dimostrare il reale e progressivo aumento dei rischi di schianto per i soggetti interessati.”
Ma tale visione di solidale destino collettivo non appare reggere all'esame dei fatti.
Il concetto di fine ciclovita, già di controversa applicazione in rapporto ad una singola pianta, ed il concetto di irreversibile degrado o invecchiamento, non può essere attribuito ad una collettività di alberi allineati e separati lungo ampie distanze, per evidente possibile diversità delle rispettive vicissitudini biologiche, natura del terreno, che può variare lungo questi spazi, pregresse patologie delle singole piante, possibili pregressi traumi di varia natura.
E il risultato è che possiamo vedere, come in corso Belgio, alberi in buone condizioni e senza verosimili rischi prossimi di schianto, accanto ad altri più problematici, come peraltro emerso anche da valutazioni di periti.
Il Parere Tecnico negativo sulla nostra proposta emesso dalla Dirigente del Servizio del Verde Pubblico, porta a sostegno dell'opportunità del “rinnovo” di intere alberate il fatto che sia “una tecnica agronomica riconosciuta, che ragiona non sul singolo albero ma sull’ambito “alberata” nel suo complesso, ......ed utilizzata in diverse Città Europee...... al fine di garantire la conservazione dei viali con la loro valenza paesaggistica e compositiva mantenendo ambiti con alberi omogenei.
Ecco, il nodo fondamentale della nostra proposta è che questa “omogeneità” dell'alberata, che sarebbe ideale quando gli alberi avessero raggiunto proporzioni ragguardevoli, non compenserebbe la perdita, per molti anni, realisticamente decenni, del presidio di qualità ambientale che verrebbe offerto dal lasciare in situ gli alberi in buone condizioni che continuerebbero nella loro funzione di presenza visiva, con la loro chioma, l'offerta di ombreggiatura, raffrescamento e umidificazione, unita alle funzioni ecosistemiche di vario ordine, dall'assorbimento di inquinanti alla captazione di co2 con la massa foliare, alla stabilizzazione del suolo, mentre a questo naturalmente contribuirebbero parallelamente in modo minore le piante giovani che verrebbero collocate dove la sostituzione fosse stata veramente necessaria.
Il Parere Tecnico negativo dice fra l'altro che “Introdurre il divieto del rinnovo delle alberate, come di fatto avviene con la riscrittura dell’art. 45, andrebbe così a limitare la discrezionalità di cui deve godere l’Amministrazione Comunale nel pianificare, progettare ed attuare la manutenzione delle aree urbane: .......“
E' vero naturalmente che la nostra proposta limiterebbe, e solo in questo ambito circoscritto, la discrezionalità ecc., ma un Regolamento è di per sé un testo che prescrive pratiche e anche può limitarle.
Notiamo peraltro che la Giunta può prendere provvedimenti in deroga ai vari Regolamenti, com'è avvenuto varie volte.
Infine facciamo notare che è stato detto che questa proposta è “nata sui social”, come dire che è frutto di una visione superficiale, e questo è profondamente ingiusto, nei confronti delle duemilacinquecento persone che l'hanno condivisa e firmata, certo dopo un qualche lavoro di riflessione.
Per non parlare dell'impegno offerto dalle volontarie e dai volontari che lungo alcuni mesi in molte decine di occasioni hanno presidiato i banchetti per propagandare la proposta, e raccogliere le firme.
Gli emendamenti proposti dalla maggioranza certo sono scaturiti dall'intenzione di venire in qualche modo incontro alle istanze espresse, ma purtroppo agli effetti pratici lascerebbero intatti i rischi che abbiamo evidenziato.
E dobbiamo ricordare come in questi anni nella percezione della pesante trasformazione climatica si sia evoluto il pensiero europeo e che la vigente normativa europea Nature Restoration Regulation UE 2024/1991 in materia di salvaguardia ecologica prescriva conservazione e potenziamento della copertura arborea, ovvero della massa foliare, certamente impoverita per decenni con abbattimento di piante adulte e sostituzione con piccole piante giovani.
Invitiamo i Consiglieri sia di maggioranza sia di opposizione a riesaminare con attenzione la documentazione a loro disposizione, a cominciare naturalmente dal testo originario dell'art. 45 e da quello della nostra proposta, e naturalmente vi chiediamo di approvare il testo originario della nostra proposta senza emendamenti.
Vi chiediamo uno sforzo di tempo e attenzione, ma siamo sicuri che il tema lo meriti.
Buon lavoro.
Dei primi dieci firmatari:
Roberto Gnavi,
Armando Monticone,
Roberto Accornero,
Antonella Visintin,
Maria Teresa Roli,
Luca Graziano,
Emilio Soave,
Fulvio Tagliabò
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