ITALIA NOSTRA : UN DIBATTITO AL SUO INTERNO

 Italia Nostra, sui social dell'associazione la formazione sui beni comuni è  per tutti. Un "thesaurus" su ambiente e beni culturali in 54 pillole video

 Riportiamo qui la lettera che un socio della sezione di Siracusa ha inviato al Presidente Croci. dopo la diffusione della circolare 589.  Una polemica garbata, chiara nella sua impostazine e nei suoi scopi, un modo di affrontare i contrasti interni ( per certi aspetti fisiologici) affinchè rimangano nel solco della corretta dialettica e non sfocino in una scoposta bagarre interna, tutta da evitare per il bene dell'Associzione. A partire dalla dirigenza a scendere. La nostra Presidente Adriana My rende noto di  associarsi  a questa posizione che questa pagina condivide.

 Siracusa, 17 marzo 2026


Al Presidente Nazionale di Italia Nostra

Avv. Edoardo Croci


Oggetto: In risposta alla Circolare n. 589 del 9 marzo 2026 — sulla tutela dell’immagine associativa

Egregio Presidente,

Ho letto con attenzione la Circolare n. 589. Prendo atto della sua determinazione a tutelare l’immagine dell’associazione per vie legali. È tuttavia mio dovere, nella qualità di socio e di membro attivo della sezione di Siracusa, esprimere il mio radicale dissenso — non sulla forma, ma sul metodo e nel merito.

In primo luogo, sul piano giuridico: la qualificazione di “diffamazione” appare tecnicamente impropria, e certamente prematura. Il diritto di critica interna, riconosciuto dalla giurisprudenza consolidata e radicato nei principi di democrazia associativa, non cede di fronte al disagio di chi è criticato.

Soci e dirigenti che abbiano manifestato valutazioni critiche sull’indirizzo associativo — anche attraverso fonti giornalistiche — esercitano una prerogativa legittima, non compiono un illecito. Prima di incardinare un procedimento penale per diffamazione, sarebbe quantomeno necessario esaminare se le dichiarazioni rese abbiano i requisiti del fatto specifico, dell’interesse pubblico e della continenza espressiva. Elementi, questi, che nella vicenda dell’articolo del Fatto Quotidiano paiono tutti ricorrenti.

In secondo luogo, sul piano politico-istituzionale: la Circolare n. 589 descrive un’associazione unanime, coesa, riconosciuta da istituzioni e sistema scientifico. L’articolo di Barbacetto, per quanto sommario, racconta invece di una realtà più complessa — un corpo associativo che esprime disagio, che si sente non rappresentato nelle sedi decisionali, che percepisce una distanza crescente tra la base e la presidenza. Questo disagio è reale. Colpevolizzarlo non lo fa scomparire; lo radica.

Italia Nostra non è un’azienda con un ufficio comunicazione da difendere: è un’associazione di tutela del patrimonio culturale e paesaggistico fondata sulla partecipazione, sul pluralismo interno e sulla libertà di coscienza dei propri soci.

Il ricorso alla minaccia legale come strumento di disciplina interna è incompatibile con quei valori fondativi. Lo è tanto più in un momento in cui l’associazione è chiamata a confrontarsi con sfide decisive: dalla gestione del territorio alla transizione energetica, dalla difesa delle coste alle grandi opere pubbliche all’assalto del paesaggio e delle biodiversita' da parte delle energie rinnovabili della speculazione finanziaria.

Le chiedo, pertanto — con rispetto ma senza ambiguità — di rispondere nel merito alle questioni sollevate: quali sono le linee strategiche dell’associazione per il prossimo triennio? Come si intende rafforzare la rappresentatività delle sezioni periferiche, vero ed autentico patrimonio dell'Associazione, negli organi decisionali nazionali? Quali programmi di azione di tutela  e trasparenza  si intendono introdurre? Sono queste le domande che attendono risposta. Non la minaccia di un avvocato penalista.

Un’associazione che ha attraversato settant’anni di storia è abbastanza forte da reggere la critica interna. Lo è molto meno quando sostituisce il confronto con la deterrenza.

Con rispettoso ma fermo dissenso,

Corrado V Giuliano

Socio Italia Nostra — Sezione di Siracusa

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