ITALIA NOSTRA : QUESTIONI DI STATUTO-LA POSIZIONE DEL PIEMONTE
Consiglio Regionale del Piemonte
Via Massena, n. 71 – 10128 Torino
Tel. 011/500056; email piemonte-valledaosta@italianostra.org
Al Presidente Nazionale
Ai Componenti la Giunta Esecutiva
Ai componenti del CDN
Ai presidenti dei Consigli Regionali
Ai presidenti sezioni di Bolzano, Campobasso, Isernia, Trento
Al Collegio dei Probi Viri
All'Organo di controllo
Al Segretario Generale
Prot. 49/25
Torino, 14/11/25
Oggetto: Osservazioni su proposte di modifiche e integrazioni al testo in revisione dello Statuto
Gentile Presidente,
facendo seguito alla Sua richiesta di nostro parere in merito a quanto in oggetto:
a seguito di approfondito confronto nella riunione del Consiglio Regionale Piemonte del 13/11/25 che presiedo - per quanto qui condiviso dai presidenti delle Sezioni di Torino, Novara, Vercelli, Cuneo, Verbano- Cusio - Ossola, Fossano, Bra, Pinerolo e Alba - si esplicitano le ragioni per cui questa nuova versione dello Statuto non ci trova consenzienti: - come le modifiche proposte non abbiano giusta motivazione, alcune interpolazioni siano stravolgenti l’organigramma della nostra Associazione e produrrebbero problemi di gestione. Ma soprattutto ne compromettano l’assetto democratico.
I Consigli Regionali - e noi tra questi - vivono nel confronto e supporto operativo con le sezioni del territorio di competenza, coinvolgenti la base sociale in coerenza con i fini statutari. E limitarne o accantonarne il ruolo sarebbe grave errore.
A tal fine è necessario il Coordinamento dei Consigli Regionali, riconosciuto nella mozione
approvata dal CDN del 15/09/2007, collettore di istanze e conoscenze da apportare al tavolo del CDN.
PerchĂ© modificare ORA lo Statuto, che giĂ ha patito dell’urgenza di conformarlo al d.lg.
117/2017, ed ancora si è in attesa di disposizioni nazionali?
Per i principi di trasparenza a cui deve essere ispirata la gestione dell’associazione ( art. 3 dello Statuto) chiediamo che le eventuali modifiche - e queste qui proposte unilateralmente ! - siano accompagnate da una RELAZIONE dettagliata, che ne spieghino la logica, la finalitĂ e lo stesso motivo di urgenza.
Premettiamo che ogni cambiamento di Statuto dovrebbe essere preceduto da una fase di
PARTECIPAZIONE che coinvolga tutti i Soci, attraverso le Sezioni.
I punti per noi attualmente non accettabili e non giustificabili sono i seguenti:
1- Istituzione di altre sedi operative per attivitĂ amministrative o progettuali
2- Iscrizione dei soci alla sede centrale
3- Prolungamento a quattro anni per il rinnovo delle cariche
4- Soppressione del voto consultivo dei Regionali sui punti all’o.d.g. del CDN
5- Vacatio del Segretario Generale con funzioni esercitate dal Presidente
Specifichiamo :
1- All ’Art.2 SEDE, al punto 2, ove trattasi dell’articolazione dell’Associazione in Sezioni e in Consigli Regionali, spunta la possibilitĂ di aprire altre sedi operative per attivitĂ amministrative o progettuali. Troviamo ciĂ² contrario al principio statutario dell’unitarietĂ della Associazione, come volontĂ di decentramento. Ma quale ne è la finalitĂ e la logica? Occorre invece potenziare la Sede centrale - logisticamente a cerniera tra nord, centro e sud - convogliando su questa le energie economiche, operative e di personale. In specifico con un segretariato e un ufficio legale atti a supportare con efficienza, rapiditĂ e competenza le richieste di consulenza per gli eventuali ricorsi; che al momento, se pur fondati e coperti economicamente dalla sezione o dal regionale proponente, rimangono inevasi per decorrenza dei termini, non giungendo in tempo l’avvallo e la firma del Presidente.
2- Nell'ART. 5 si nega la prassi secondo cui il Socio debba iscriversi nella Sezione di competenza territoriale; sulla adesione del Socio non si esprimerebbe piĂ¹ il direttivo della Sezione ma la Giunta Nazionale ( Art. 6 ) che per ragioni di logica nulla sa del Socio, della sua correttezza, della sua onorabilitĂ , e con una tempistica penalizzante. Perchè? In base a quale strano criterio viene proposta questa variazione? Si ravvisa in questo meccanismo di controllo il rischio di uno scollamento dei soci dalle sezioni operative sul territorio; si scoraggerebbe così l’iscrizione, avvallando la tendenza di riduzione della base sociale.
3- Non si comprende la ragione di rinnovo della Consigliatura - Art.12 punto 4, Art. 14, Art. 15 - ogni 4 anni anzichĂ© 3 come da sempre. Quale è il motivo dell'allungamento temporale? E certo è inapplicabile alla legislazione in corso, in quanto si incorrebbe in un sopruso. Risulta inoltre improbabile e complicato l’allineamento del rinnovo delle consigliature di sezioni e regionali a quello del CDN.
4- Nella versione proposta - Art. 14 punto 8 - viene sacrificato e messo sotto controllo il ruolo dei Regionali, di cui viene richiesto di esprimersi con voto solo se all’o.d.g. siano iscritti argomenti di prevalente interesse regionale, con richiesta preventiva del Presidente.
Assolutamente discriminante tale limitata possibilitĂ di espressione, senza possibilitĂ di
esprimersi sulle questioni di linea politica associativa che Presidente, Giunta e Consiglieri,
determinano. Garantita la possibilità per il CDN di assumere comunque deliberazioni difformi dal voto espresso dai Regionali. Va rilevato il vulnus per quelle Regioni che nel CDN non sono rappresentate. Nella corrente consigliatura sono ben 6, senza possibilità così di esprimere le istanze dei loro territori.
5- Posto le funzioni del Segretario Generale- art. 17 - figura fondamentale per la conduzione
della struttura operativa dell’ Associazione - si considera illegittimo che, in caso di vacatio,
sia il Presidente a subentrare nel ruolo. Spetta al pronunciamento del Consiglio le
determinazioni nel merito. Ed è altresì illogico che il Presidente venga ad assolvere quanto il Segretario Generale deve adempiere anche a supporto del Presidente stesso. Una tautologia!
Si richiama inoltre quanto all’art.10 Scritture e libri dell’ Associazione in cui deve essere
garantito l’accesso ad ogni socio che ne faccia richiesta, ai Libri sociali, anche tenuti in formato digitale.
Considerazioni generali
Nella prassi dell’attuale consigliatura, il Consiglio Direttivo Nazionale appare subalterno alla Giunta, delle cui decisioni votate dal CDN deve essere invece esecutivo e strumentale. Ed ancora il Consiglio Direttivo appare poco autonomo, con poco spazio di contradditorio di quanto il Presidente propone, e giĂ a monte condizionato - sin dalla prima seduta - dalle attribuzioni ai consiglieri “affini” di mansione di suo portavoce o delegato. Il tempo contingentato per gli interventi, il sopravvenire del Presidente nel togliere la parola, il tutto giĂ predisposto in sede di Giunta, ha reso sterile il dibattito. La voce dei territori espressa dai presidenti e referenti dei Consigli Regionali è stata di fatto tacitata. E la posizione di Italia Nostra Nazionale sui grandi temi che animano le consultazioni nelle segreterie di Camera e Senato relativamente ai temi della pianificazione urbanistica, della rigenerazioni urbana e in specie sulla tutela e ruolo delle Soprintendenze - peraltro sviluppati e dibattuti nei tavoli del recente Congresso – non ha avuto ad oggi espressione. Risultiamo silenti, quando invece sarebbe necessario primeggiassimo sulle tematiche che sono centrali per Italia Nostra e ne sono il tratto costitutivo.
Nel nuovo Statuto si dovrebbe inoltre inserire come organo istituzionale il Coordinamento dei Regionali, riconosciuto dal voto di Consiglio Direttivo Nazionale del 15/09/07, aperto agli esperti ma di fatto disertato da quanti giĂ tendevano a negarne il ruolo o si sentivano diversamente rappresentati. Siamo certi che, per portare a maggior forza la nostra Associazione occorra democrazia interna, trasparenza, apertura e non arroccamento e non presidenzialismo.
A nostro avviso l'ultima versione dello Statuto non assicura la democrazia interna dell'Associazione e lo spirito che si coglie è quello di un inaccettabile accentramento di poteri.
A firma di
Per il CR Piemonte
la presidente Adriana Elena My
per la Sezione di Torino il presidente Roberto Gnavi
per la Sezione di Novara la presidente Donatella Depaoli
per la Sezione di Vercelli il presidente Enrico Francesco Giordano
per la Sezione del VCO il presidente Filippo Pirazzi
per la Sezione di Cuneo il presidente Alberto CollidĂ
per la Sezione di Pinerolo il presidente Flavio Fantone
per la Sezione di Fossano il presidente Paolo Di Marco
per la Sezione di Alba il presidente Roberto Giretti
per la Sezione di Bra il presidente Angelo Mallamaci
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