VERCELLI: DATA CENTER . ITALIA NOSTRA PRECISA

L’Italie veut construire le plus grand datacenter d’Europe – DCmag 


 Data center e nucleare a Trino: il sindaco Pane non la racconta tutta

Egregio direttore,
l’incontro su “Data center e nucleare” organizzato a Trino dalle associazioni ambientaliste il 16 ottobre
sembra aver irritato molto il sindaco Daniele Pane, che ha immediatamente voluto puntualizzare che
«nucleare e data center sono due questioni distinte» , che per l’approvvigionamento energetico
dell’annunciato Cavour Hyperscale Campus «non sono state formalmente definite e documentate soluzionienergetiche», e che quindi ritiene «improprio trascinare il Cavour Hyperscale Campus all'interno di una discussione sul nucleare».
Se Pane fosse venuto ad assistere all'incontro promosso dalle associazioni ambientaliste avrebbe potuto
ascoltare e capire perché accomunare data center e nucleare non è un esercizio peregrino .
Pane sa, fin da luglio, che il Cavour Hyperscale Campus è «progettato per una potenza complessiva
compresa tra 300 e 400 megawatt». Secondo i nostri calcoli, che Gian Piero Godio ha esplicitato
nell'incontro con i cittadini, ciò significa che ogni anno questo data center consumerà circa 3,5 miliardi
di kWh di energia elettrica: un consumo superiore a tutta l'energia elettrica prodotta dagli impianti
fotovoltaici installati in Piemonte (circa 3 miliardi di kWh a fine 2024). L'intera produzione dell'impianto fotovoltaico già presente a Leri Cavour, se anche - anziché essere immessa in rete - fosse destinata interamente a questo data center, ne coprirebbe sì e no il 5% del fabbisogno .
Come pensa di alimentare, il sagace Pane, questo impianto così energivoro? Aggiungendo qualche pannello solare? Dovrebbe coprire di pannelli 35 km quadrati (3500 ettari): ha già chiesto agli agricoltori di Trino,Livorno Ferraris e Crescentino se sono d'accordo?
Anziché entusiasmarsi - come ha fatto sin dal 24 luglio scorso - per il fatto che il Governo abbia dichiarato il progetto Cavour Hyperscale Campus di Trino «di preminente interesse strategico nazionale», progetto sul quale - afferma Pane - «come Amministrazione comunale abbiamo lavorato con determinazione, discrezione e senso di responsabilità affinché questa opportunità potesse concretizzarsi» («discrezione», tradotto, significa: non ne abbiamo parlato né con i cittadini né con il Consiglio comunale), e annunciare che «oggi è una giornata che segna una svolta storica per Trino», un amministratore comunale che voglia «assumere posizioni responsabili» dovrebbe porsi fin d'ora il problema dell'enorme quantità di energia elettrica con cui dovrebbe essere alimentato questo impianto. Pane esulta e brucia le tappe annunciando che si «prevede l’avvio della conferenza dei servizi entro la fine del 2026, il rilascio dell’autorizzazione unica entro la fine del 2027 e l’apertura del primo lotto entro la fine del 2028» , ma a chi - come le associazioni ambientaliste - evidenzia il problema dell'enorme fabbisogno energetico del Cavour Hyperscale Campus replica che «il dibattito deve basarsi su fatti, non su illazioni», e che si devono attendere «le soluzioni che saranno prospettate dai soggetti competenti». Quindi: per Trino la giornata è storica, ma il sindaco - e da allora son già trascorsi tre mesi - non sa (o, se lo sa, non lo dice) come verrà alimentato un impianto che da solo consumerà più di tutta l’energia elettrica attualmente consumata in provincia di Ver celli. Però intanto va a Roma, a spese del Comune, a un incontro, non pubblico, intitolato “Il nucleare per lo sviluppo energetico dell'Italia” organizzato da Nuclitalia, società costituita un anno fa da Enel, Ansaldo Energia e Leonardo per lo studio e lo sviluppo delle tecnologie nucleari di nuova generazione in Italia. E ci va proprio
mentre l'assessore regionale piemontese ad ambiente, energia e intelligenza artificiale Matteo Marnati
ammette che per coprire l'enorme fabbisogno energetico di questi impianti sarà «imprescindibile» il ricorso al nucleare.
Cavour Hyperscale Campus, con un consumo energetico dell'annunciato ordine di grandezza, non potrà
essere alimentato - se non in minima percentuale - da pannelli fotovoltaici. Nel breve termine necessiterà di una centrale termoelettrica dedicata (e quindi torniamo alle fonti fossili: altro che transizione energetica...) e, tra una decina d'anni (stando agli auspici del Governo), da una centrale nucleare. Se queste sono solo «illazioni», il sindaco Pane ha un unico modo per smentirle: dichiarare quale sarà la fonte di energia elettrica che alimenterà il data center su cui sta lavorando con assoluta «discrezione» da molti mesi. 

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